Il 1700 e il Risorgimento
Il territorio della comunità montana subisce, nel corso della storia, una lunga serie di terremoti; devastante e particolarmente lungo quello del 1703 che danneggia tutta la zona e semidistrugge Borghetto, provocando tra l'altro anche 30 morti e numerosi feriti. Fra gli altri edifici seriamente danneggiati dal sisma, la chiesa di S. Matteo, i cui lavori di ricostruzione termineranno soltanto nel 1787, e il convento francescano.
Alla fine del Settecento la Sabina è una delle aree più povere dello Stato Pontificio e vede passare la breve e intensa stagione napoleonica, per tornare con la Restaurazione alla Chiesa.
A dicembre del 1798, la Francia è quasi padrona di tutta la penisola tranne Sardegna e gran parte del Regno di Napoli quando invade anche la Valle del Velino. A subire i danni maggiori dell'invasione sono proprio le località lungo la Salaria fra cui Borghetto e Antrodoco, costrette a più riprese a ospitare gli accampamenti e a fornire vettovaglie e denaro al nemico.
Mesi dopo, il martedì dopo Pasqua, lungo la via del ritorno da Rieti i francesi sono avvistati dalle masse e assaliti alle spalle. Riescono a superare alcune imboscate a Rocca di Corno e ad Antrodoco, ma a Borghetto subiscono un massacro da parte degli abitanti.
I francesi organizzano diverse azioni punitive, e il 2 maggio arriva per loro una seconda sconfitta nuovamente a Borghetto. In questa seconda battaglia rimangono sul terreno o affogano nel Velino non meno di 1.000 francesi.
Dai primi dell'800 Antrodoco e il circondario di Cittaducale fanno parte della provincia dell'Abbruzzo Ulteriore (capoluogo l'Aquila), sotto il regno di Napoli, quando scoppiano le prime rivolte che preludono ai moti risorgimentali.
Nel 1820 gli austriaci decidono di intervenire nel Regno napoletano per tenere sotto controllo la situazione. Un forte corpo di spedizione si mette quindi in movimento attraverso lo Stato Pontificio, mentre a Napoli, dove Francesco I, figlio del Borbone, è Vicario Generale del Regno, il Parlamento decide di resistere ad oltranza.
Il 7 marzo 1821 nelle gole di Antrodoco si scontrano l'esercito austriaco
del generale Frimont e l'esercito del regno di Napoli guidato
da Guglielmo Pepe: l'esercito austriaco del generale Frimont
riesce facilmente a passare la gola ed occupare la città solo perché
il generale Pepe, anziché attendere il nemico nelle fortissime posizioni
naturali costituite dalle gole di Antrodoco, lo attira nella comoda valle
del Velino, dove però l'esercito austriaco, più efficiente e
preparato, vince facilmente sulle schiere napoletane, frammentate e poco organizzate.
La battaglia del 7-9 marzo 1821 è riconosciuta come il primo fatto d'armi del Risorgimento italiano e dimostra l'importanza strategica delle gole, da sempre punto di accesso all'Abruzzo e quindi al Regno di Napoli.
Con la caduta di Francesco II di Borbone, nel 1860, le cittadine della Valle del Velino, insieme al resto del regno di Napoli, votano l'annessione al regno italico.
Dal 1927 il territorio della Comunità Montana fa parte della provincia di Rieti.

