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Vista panoramica di un convento Francescano
Convento Francescano


Particolare del campanile dell'Abbazia di San Quirico e Giulitta
Abbazia di San Quirico e Giulitta


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Dai comuni al '600

I secoli centrali del Medioevo vedono nella valle del Velino lo sviluppo del monachesimo, baluardo di cultura e di ripresa economica e demografica per l'intero territorio.

Col sorgere del sec. XII ha inizio un movimento sociale ispirato a un'idea nuova di libertà e d'autonomia le cui cause principali sono gli abusi e le ingiuste pressioni dei feudatari e che porterà, nel 1140-1141, alla comparsa delle prime istituzioni comunali.

Nella seconda metà del XII secolo nasce Accumoli, composta dal raggruppamento di una serie di piccoli insediamenti esistenti già dal tardo medioevo in un solo centro fortificato allo scopo di difendere meglio il confine settentrionale del Regno.

Nel 1198, mentre il reatino passa sotto il diretto controllo delle Stato della Chiesa, la valle del Velino rimane sotto gli angioini; soltanto Amatrice, agli inizi del XIII secolo, passa sotto il controllo dello Stato Pontificio.

Nel 1231, con la pubblicazione delle "Constitutiones regni Siciliae" di Federico II, si conclude una revisione delle amministrazioni locali che fa di tutto l'Abruzzo un'unica provincia della quale Antrodoco è uno dei paesi di confine più avanzati. Cominciano qui le sanguinose e lunghe lotte tra Guelfi e Ghibellini, e di questo periodo è anche la rocca fortificata detta "Arx munitissima" nel territorio di Antrodoco.

Nel 1265, dopo un periodo iniziale da libero Comune, Accumoli si sottomette volontariamente agli Angiò. Intorno allo stesso anno anche Amatrice torna sotto il dominio del Regno di Napoli.

Vista panoramica della Rocca Angioina Gli anni che vanno dalla fine del XIII sec. alla prima metà del 1300 vedono l'ulteriore sviluppo di Accumoli, Antrodoco e Amatrice e la nascita di nuovi centri abitati quali Borbona nel 1292 e Cittareale, fondata nel 1329 da Roberto d'Angiò. Anche l'attuale abitato di Borgovelino, fino al secolo scorso chiamato Borghetto, sarebbe stato fondato nel corso del sec. XIV dagli abitanti del castello di Forca Pretula, dopo che il loro abitato era stato distrutto dagli abitanti di Cittaducale, stanchi dei continui soprusi ai quali i primi sottoponevano le popolazioni dei villaggi del contado.

I secoli successivi sono caratterizzati da lotte di campanile fra i comuni della zona e con Norcia, Cascia ed Ascoli.

In età moderna in tutta la Sabina si consolidano i domini delle grandi famiglie del Lazio, quali gli Orsini, i Savelli, i Colonna, i Barberini e i Borghese.

Fra il Quattrocento e il Cinquecento la storia della valle del Velino verte sulle continue guerre tra aragonesi e angioini, fino a quando nel 1539 il territorio viene incluso nel distretto di Cittaducale, entra cioè a far parte dei possedimenti di Margherita d'Austria.

Questo causa un mutamento profondo delle comunità locali, dovuto soprattutto all'eccessivo aggravio fiscale chiesto al feudo e all'introduzione dei Capitoli, uno statuto speciale contenente una sorta di codice di comportamento che gli abitanti della zona dovevano tenere nei confronti delle autorità e della cittadinanza stessa.

Alla morte di Margherita, nel 1586, i suoi feudi passano, per successione, ai Farnese, ai quali rimarranno fino al 1731, anno in cui verranno ereditati da Carlo di Borbone, futuro re del Regno di Napoli e di Sicilia.