La Salaria nella valle del Velino
Seguendo l'antichissimo percorso della via del sale possiamo addentrarci nella
vita di ogni comune della valle del Velino, da Castel S. Angelo fino ad Accumoli,
da dove la Salaria continua il suo percorso fino al Tirreno.
In questa zona dove il verde della natura si confonde con il blu delle montagne,
fu impiegata una tecnica costruttiva della via del sale che si riscontra solo
sporadicamente nel tratto fino a Rieti: laddove emerge il banco roccioso naturale,
la carreggiata è tagliata nella roccia, con effetti di grande suggestione
a livello scenografico e monumentale.
Cominciamo il nostro percorso partendo da Castel S. Angelo verso il nord,
annotando i tratti più interessanti della Salaria:
CASTEL S. ANGELO
Uno dei tratti più lunghi e meglio conservati della via Salaria, costituiti
da blocchi di travertino, è visibile all'interno di un laghetto dedicato
alla pesca sportiva sotto il pelo dell'acqua, mentre sulla destra, lungo la
strada di accesso al capoluogo sono visibili strutture pertinenti probabilmente
ad una villa rustica romana, che conserva ancora nell'impianto urbanistico
dominato dalla massiccia torre quadrata del cassero, tracce del passato medievale.
BORGOVELINO
Nei pressi della Salaria, al di fuori del centro abitato, sorge il convento
di San Francesco del secolo XIII, devastato dal tempo, costruito nei pressi
di strutture romane identificate come resti di un impianto termale.
Secondo la tradizione esso sarebbe stato fondato dallo stesso San Francesco,
piantando vicino alla porta principale del convento un albero d'olivo.
ANTRODOCO
Di grande importanza stradale come nodo di giunzione tra il diverticolo della
Salaria che dava accesso all'alta valle dell'Aterno e la Salaria vera e propria
che si inoltrava nel più difficile tratto appenninico.
Sulla piazza principale della città confluivano i due assi viari più
importanti che si raccordavano alla Salaria attraverso la via del Ponte e la
Porta di Santa Anna (del XIII-XIV secolo) superando il Velino e subito dopo
dividendosi in due rami, uno per Ascoli e l'altro per Aquila.
POSTA
Imponenti sono qui i resti del tratto della via Salaria, i più importanti
sono a Monte di Antrodoco e prima di Posta, in uno dei tratti più angusti
della Valle del Velino.
Tra i più suggestivi è la tagliata effettuata in località
Masso dell'Orso, qui la roccia è stata scavata per una lunghezza di circa
21 metri e per una altezza di 30.
A valle del taglio, invece, la sede stradale fu ricavata, oltre che con il taglio
della roccia, anche con un opera di costruzione.
Al centro della tagliata vi era l'alloggiamento per una grande lapide che doveva ricordare il curatore dell'opera, alcuni metri più a destra era stata scavata nella roccia una nicchia destinata forse a contenere un'edicola dedicata a qualche divinità alla quale era affidato il compito di proteggere i viandanti in quel tratto particolarmente pericoloso.
Altri tratti particolarmente affascinanti del tracciato della Salaria sono visibili subito dopo l'abitato di Sigillo e prima di Posta ai quali si accede per mezzo di un ponticello medievale. Qui in località Vene Rose il taglio è lungo ben 180 metri ed alto in alcuni punti 20 metri. A livello di credenza popolare si è ritenuto che il lavoro tanto imponente fosse stato compiuto in una notte con arte diabolica da Cecco d'Ascoli, ben noto erudito arso vivo per negromanzia nel secolo XIV.
ACCUMOLI
Qui, ai margini della Salaria, è presente un' interessante area archeologica di epoca romana, quella del vicus Badies, un piccolo villaggio identificato tradizionalmente con la località Fonte del Campo.


