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Prodotti tipici dell'alto Lazio
L´olio d´oliva
L'olivo è stato coltivato in Sabina da millenni, tracce dell'uso dell'oliva
risalgono al VI - VII secolo a.C. Il clima temperato e l'esposizione a sud della
zona creano le condizioni ideali per la coltivazione dell'olivo, mentre la natura
collinare del territorio rende impraticabili i metodi moderni di agricoltura
intensiva.
Così gli oliveti rimangono ancora proprietà di famiglie locali, quasi tutti in piccoli appezzamenti, e la raccolta delle olive viene fatta a mano.
Essendo una pianta di natura rustica, l'olivo si presta bene alla coltivazione biologica; recentemente nella zona della Sabina si è diffuso anche questo tipo di coltivazione, grazie anche agli aiuti dell'Unione Europea.
L'olio d'oliva prodotto in Sabina è stato il primo, in Italia, ad ottenere la denominazione di origine protetta (DOP).
A Canneto (frazione di Fara in Sabina) sorge l'olivo più grande d'Europa. Il suo tronco misura circa 7.20 m di circonferenza, e l'albero ha un'età stimata di 2.000 anni.
A Castelnuovo di Farfa, nell'antico Palazzo Perelli, si trova il Museo dell'olio d'oliva. La varietà dell'olivo tradizionalmente più coltivato in Sabina è la "Carboncella", seguito dal "Leccino", dal "Frantoio" e dal "Olivastro".
I funghi, i tartufi e i frutti di bosco
Nel Reatino, andare nei campi e nei boschi per raccogliere funghi ed erbe selvatiche è una tradizione ancora viva. Il sottobosco offre un'ampia varietà di prodotti tra cui primeggiano castagne, funghi, more, mirtilli, fragole e tartufi.
Anche il ginepro è particolarmente diffuso alle quote più basse, specialmente nei pascoli o nei terreni agrari abbandonati. Con i suoi frutti, detti galbule o coccole, è possibile produrre il gin.
La provincia di Rieti possiede inoltre le caratteristiche climatiche ideali necessarie per la produzione del miele.
Per quanto riguarda i funghi, tra quelli reperibili nel sottobosco dell'alto Lazio, si ricordano il piopparello, l'amanita cesarea (da non confondere con l'amanita muscaria, fungo non commestibile), il porcino di castagno, il fingerlo e la trombetta di morto.
La carne e il formaggio
L'allevamento è un'attività importante dell'economia agricola
locale. L'allevamento delle specie di interesse zootecnico, nell'ambito della
Provincia, risulta ampiamente diversificato e di assoluta rilevanza sia in termini
di consistenza di capi allevati che di relative produzioni.
Le maggiori produzioni risultano essere quelle dei bovini da latte e da carne e degli ovini caprini.
La Provincia è anche grossa produttrice di formaggi tipici, tra cui
il pecorino, la caciotta, la ricotta, la mozzarella ed formaggi dolci e piccanti.
